statuto

Statuto della LILT - Sezione Provinciale di Parma

TITOLO I - Denominazione, sede, scopi, durata

Art. 1

1. É costituita ai sensi del Titolo 4 dello Statuto Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) approvato con D.M. del 10/07/2013 della cui approvazione è stata data comunicazione mediante avviso pubblicato nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana - serie generale - n. 185 del 8/08/2013 l'Associazione giuridica denominata: Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori (LILT) - Sez. Provinciale di Parma, di seguito indicata con l'abbreviazione Sezione Provinciale, quale struttura periferica della LILT nazionale.

2. La Sezione Provinciale si costituisce come Associazione di volontariato ai sensi della legge n. 266/91, riconosciuta ONLUS, come da autorizzazione della Sede Centrale.

Art. 2

La Sezione Provinciale ha sede a Parma in Via Gramsci n. 14. Il Consiglio Direttivo potrà con propria deliberazione, fissare, trasferire e variare l'indirizzo della Sede e potrà istituire uffici secondari e/o strutture tecniche ed amministrative nell'ambito provinciale.

Art. 3

L'Associazione ha durata indeterminata fatta salva l'adozione, da parte del Consiglio Direttivo Nazionale della Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, dei provvedimenti straordinari disciplinati dallo Statuto nazionale.

Art. 4

L'Associazione non ha fini di lucro e persegue le attribuzioni previste dallo Statuto nazionale della LILT.
Le cariche associative e le prestazioni dei soci e dei volontari sono gratuite.
Nell'ambito del territorio provinciale essa promuove ed attua le attività e le iniziative di cui all'art. 2, commi 2 e 3 dello Statuto Nazionale della Lega contro i Tumori e cioè:
1) la corretta informazione e l'educazione alla salute e alla prevenzione oncologica;
2) le campagne di sensibilizzazione rivolte alle persone ed agli organismi pubblici convenzionati e privati che operano nell'ambito sanitario ed ambientale;
3) le iniziative di formazione e di educazione alla prevenzione oncologica anche nelle scuole e nei luoghi di lavoro;
4) la formazione e l'aggiornamento del personale socio - sanitario e dei volontari;
5) la partecipazione dei cittadini e delle diverse componenti sociali alle attività di prevenzione della Lega contro i Tumori;
6) gli studi, l'innovazione e la ricerca in campo oncologico;
7) le attività d'anticipazione diagnostica, l'assistenza psico-socio-sanitaria, la riabilitazione e l'assistenza domiciliare anche attraverso le varie espressioni del volontariato, nel rispetto della normativa concernente le singole professioni sull'assistenza socio-sanitaria.

Nel perseguimento degli scopi sociali, la Sezione collabora e si coordina con:

a) le amministrazioni, le istituzioni, gli enti e gli organismi soprattutto locali che operano nell'ambito socio-sanitario, ambientale territoriale della prevenzione oncologica in particolare, dell'assistenza e riabilitazione;
b) le Istituzioni, gli enti e gli organismi che operano in campo oncologico, nelle relative attività di studio, di innovazione e di ricerca;
c) le Istituzioni scolastiche, i clubs, i sodalizi e le associazioni di servizio, le organizzazioni sindacali e imprenditoriali, i comandi militari del territorio di riferimento.

La Sezione cura la raccolta del supporto economico pubblico e privato per il perseguimento degli scopi statutari e attua, nel territorio di riferimento, le direttive del Consiglio Direttivo nazionale della LILT.
Predispone, inoltre, l'eventale attività ambulatoriale nel rispetto della normativa vigente, munendosi delle necessarie autorizzazioni.

TITOLO II - Soci

Art. 5

1. La Sezione Provinciale è formata dalle seguenti categorie di soci:
- Soci ordinari;
- Soci sostenitori;
- Soci benemeriti;
- Soci onorari
2. Possono essere soci le persone fisiche, giuridiche pubbliche e private nonchè le associazioni non riconosciute.
3. La classificazione delle suddette categorie di soci avviene secondo quanto previsto dall'art. 3 dello Statuto nazionale LILT.
4. La Sezione Provinciale previa adozione di apposito regolamento adottato dal Consiglio Direttivo Provinciale ed approvato dalla Sede Centrale, può conferire attestati d'onore e funzioni onorarie ai soci che si siano contraddistinti per meritoria attività a sostegno dell'Associazione.
5. La Sezione Provinciale è tenuta a comunicare il numero dei soci alla Sede Centrale.
6. I soci della Sezione Provinciale ricevono una tessera conforme al modello approvato dal Consiglio Direttivo Nazionale, che riporta l'indicazione della Sezione Provinciale d'appartenenza.

Art. 6

1. Ciascun socio ha diritto di esercitare un solo voto nelle riunionidell'organo assembleare.
2. La qualità di socio è personale e si perde:
1) Automaticamente:
a) per dimissioni;
b) per mancato pagamento della quota sociale annuale entro il 31 dicembre di ciascun anno, salvo un diverso termine fissato dalla Sede Centrale;
2) Previa delibera del Consiglio Direttivo provinciale, approvata a maggiornaza assoluta dei componenti e con voto segreto:
c) per indignità
d) per atti contrari all'interesse dell'ente.

TITOLO III - Organi della Sezione

Art. 7

Sono organi della Sezione Provinciale:
- l'Assemblea dei soci;
- il Consiglio Direttivo Provinciale (CDP);
- il Presidente Provinciale;
- il Collegio Provinciale dei Revisori.

Art. 8

L'Assemblea dei Soci, secondo le direttive delle Sede Centrale, ha i seguenti compiti:
- elegge i componenti del CDP e del Collegio provinciale dei Revisori;
- delibera le modifiche all'atto costitutivo ed allo Statuto, previo parere della Sede Centrale;
- approva il bilancio d'esercizio proposto dal CDP accompagnato dalla relazione del Collegio Provinciale dei Revisori.
É facoltà delle singole Sezioni provinciali, previo parere della Sede Centrale, affidare altri compiti all'Assemblea soprattutto in relazione a normative Regionali.

Art. 9

L'Assemblea dei Soci si riunisce almeno una volta all'anno.
É convocata dal Presidente Provinciale tramite invito affisso nei locali della Sezione provinciale, pubblicazione sul sito web o sul Notiziario Sezionale oppure su uno o più organi di stampa a diffusione provinciale ovvero comunicato con qualsiasi altro mezzo ritenuto idoneo (fax, e-mail, sms, ecc.) almeno 15 giorni prima della data fissata per la riunione, salvo il maggior termine previsto in caso di elezione degli organi sociali.
Nell'avviso di convocazione deve essere riportato il luogo dove si terrà l'Assemblea, la data e l'ora nonchè l'ordine del giorno degli argomenti sui quali l'Assemblea dei soci è chiamata a deliberare.
L'Assemblea deve essere, inoltre, convocata dal Presidente Provinciale quando ne abbiano fatto richiesta scritta e motivata il Collegio Provinciale dei Revisori oppure almeno il 30 per cento dei soci.
Nel caso del comma precedente ove il Presidente Provinciale non provveda alla convocazione entro trenta giorni vi provvede un Commissario ad acta nominato dal Presidente Nazionale.

Art. 10

Hanno diritto di intervenire all'Assemblea i soci iscritti nell'anno in corso.
Hanno diritto al voto i soci iscritti da almeno 3 (tre) mesi dalla data delle elezioni.
Il socio può farsi rappresentare in assemblea da un altro socio che non sia componente del Consiglio Direttivo Provinciale o del Collegio Provinciale dei Revisori, conferendo ad esso apposita delega scritta e lo stesso socio non può avere più di 3 (tre) deleghe.

Art. 11

L'Assemblea dei Soci è presieduta dal Presidente del Consiglio Direttivo ed, in caso di sua assenza o suo impedimento, dal Vice Presidente. In mancanza d'entrambi l'Assemblea sarà presieduta dal Consigliere più anziano d'età.
Il Presidente dell'Assemblea nomina un segretario e qualora lo ritenga necessario, anche due scrutatori.
Spetta al Presidente dirigere il dibattito assembleare e scegliere il sistema di votazione nonchè accertare il diritto di intervento dei soci. Delle riunioni viene redatto, a cura del Segretario, apposito verbale firmato dal Presidente e dal Segretario stesso. Nelle Assemblee straordinarie il verbale sarà redatto secondo la natura giuridica della Sezione.

Art. 12

In prima convocazione l'Assemblea dei soci è regolarmente costituita con la presenza di almeno la metà più uno degli associati.
Nelle Assemblee convocate per l'elezione degli organi sociali o per le modifiche da apportare all'atto costitutivo o allo statuto, la seconda convocazione si intende automaticamente fissata per la stessa ora del giorno successivo.
In seconda convocazione l'Assemblea è validamente costituita qualunque sia il numero degli associati intervenuti.
L'Assemblea delibera a maggioranza dei votanti.

Art. 13

I componenti del CDP e del Collegio provinciale dei Revisori sono eletti dall'Assemblea dei soci.
Un regolamento esecutivo, approvato dal Consiglio Direttivo Provinciale, sulla base di uno schema tipo formalizzato dalla Sede Centrale, da adottarsi almeno 3 (tre) mesi prima della scadenza degli organi sezionali, stabilisce procedure e modaliltà delle operazioni elettorali prevedendo, altresì l'incompatibilità per i parenti o gli affini entro il 4° (quarto) grado di ricoprire contestualmente le cariche sociali previste dal presente Statuto e dal Regolamento.
Le elezioni devono essere indette dal CDP uscente almeno 30 (trenta) giorni prima della scadenza del mandato.
La Sezione Provinciale nella costituzione dei propri organi sociali, favorisce l'attuazione del principio di pari opportunità tra uomini e donne.

Art. 14

La Sezione Provinciale è amministrata da un Consiglio Direttivo composto da cinque componenti
Possono essere eletti componenti del CDP i soci iscritti da almeno 12 (dodici) mesi dalla data delle elezioni e tutti i Commissari straordinari, purchè iscritti - prima delle elezioni - senza vincoli temporalil.
I componenti del Consiglio Direttivo durano in carica cinque anni e sono rieleggibili per un solo altro mandato.

Art. 15

Il CDP elegge il Presidente ed il Vice Presidente.
Il CDP, su proposta del Presidente, può, comunque, delegare ad uno o più dei suoi componenti determinati compiti esecutivi inerenti iniziative o programmi.

Art. 16

Il CDP è convocato in seduta ordinaria almeno due volte l'anno ed in seduta straordinaria ogni volta che il Presidente o la maggioranza del Consiglio lo ritenga opportuno, come previsto dall'art. 20 dello Statuto Nazionale.
Il Consiglio Direttivo è validamente costituito quando è presente la metà più uno dei suoi componenti e delibera a maggioranza dei presenti.
Salvo diverse normative nazionalio regionali in caso di parità di voto prevale il voto del Presidente.
Il Consiglio è presieduto dal Presidente ed in caso di sua assenza o impedimento dal Vice Presidente. In assenza di entrambi il Consiglio è presieduto dal consigliere più anziano d'età.
Delle riunioni è redatto su apposito registro, il relativo verbale numerato prograssivamente che viene sottoscritto dal Presidente e dal Segretario.

Art. 17

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente, e, in caso di sua assenza o impedimento, dal Vice Presidente, mediante avviso scritto inviato a mano o per posta, a mezzo telefax o posta elettronica o qualsiasi altro mezzo idoneo che ne garantisca l'avvenuta ricevuta (sms, mms, ecc.) a tutti i componenti del Consiglio stesso almeno 7 (sette) giorni prima di quello fissato per l'adunanza.
In caso d'urgenza il termine può essere ridotto a due giorni e la convocazione può avvenire a mezzo posta elettronica.
La presenza di tutti i Consiglieri sana qualsiasi irregolarità formale della convocazione.

Art. 18

Qualora venga a cessare dalla carica un Consigliere, il Consiglio Direttivo procede alla sostituzione nominando tra i non eletti, il più votato.
Se la maggioranza dei membri eletti dal Consiglio Direttivo cessa dal proprio ufficio, si dovrà procedere al rinnovo dell'intero organo.

Art. 19

Il Consiglio Direttivo Provinciale è investito dei più ampi poteri per il compimento di tutti gli atti di ordinaria e straordinaria amministrazione utili o necessari per il raggiungimento degli scopi statutari.
A tal fine:
a) attua, secondo le direttive del CDN, le finalità istituzionali e provvede alla raccolta dei fondi e alla iscrizione dei soci;
b) assume iniziative nell'ambito della propria circoscrizione territoriale, in conformità con gli scopi previsti dall'art. 2 dello Statuto Nazionale;
c) approva il bilancio di esercizio, previo parere del Collegio Provinciale dei Revisori.
Il Presidente Provinciale invia alla Sede Centrale il bilancio d'esercizio approvato dal CDP e dal Collegio Provinciale dei Revisori entro il 28 febbraio dell'anno successivo e il bilancio preventivo con allegato il programma delle attività entro il 30 settembre dell'anno precedente, pena i consequenziali provvedimenti adottabili dalla Sede Centrale.

Art. 20

Il Presidente Provinciale che è anche Presidente dell'Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo Provinciale, è eletto dal CDP tra i propri componenti, dura in carica cinque anni e può essere confermato per un solo mandato.
Il Presidente Provinciale ha la rappresentanza legale della sezione e può compiere tutti gli atti non espressamente riservati alla competenza di altri organi nonchè delegare singoli compiti al Vice Presidente o ad altri componenti del Consiglio Direttivo.
In assenza del Presidente, i suoi poteri sono esercitati dal Vice Presidente.

Art. 21

Il Collegio Provinciale dei Revisori è costituito da tre componenti eletti dall'Assemblea dei soci unitamente ai componenti del CDP.
Il Collegio Provinciale dei Revisori elegge nel proprio seno il Presidente.
Il Collegio Provinciale dei Revisori predispone le relazioni sui bilanci preventivo e consuntivo e viene invitato alle riunioni del CDP.
Le riuioni del Collegio sono valide con la presenza di almeno 2 (due) dei suoi componenti.
Le decisioni sono assunte con il voto favorevole di almeno 2 (due) componenti.
I Revisori sono scelti secondo quanto previsto al comma 1 dell'art. 22 dello statuto nazionale.
Il Collegio Provinciale dei Revisori dura in carica per lo stesso periodo del CDP e i suoi componenti possono essere riconfermati per un solo altro mandato.

TITOLO IV - Patrimonio, gestione finanziaria

Art. 22

La Sezione Provinciale provvede agli scopi statutari:
a) con le rendite del proprio patrimonio mobiliare e immobiliare;
b) con le quote associative versate dai soci;
c) con i proventi delle proprie attività;
d) con oblazioni di enti pubblici e privati, donazioni e lasciti testamentari, nonchè rimborsi derivanti da convenzioni e contributi di organismi locali di cui sia a conoscenza la Sede Centrale;
e) con eventuali contributi dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e della Sede Centrale.

Art. 23

L'esercizio finanziario coincide con l'anno solare.
Per ogni esercizio finanziario devono essere compilati il bilancio d'esercizio con annesso lo stato patrimoniale, il conto economico e la nosta integrativa, e il bilancio preventivo con il programma di attività che dovranno essere comunicati preventivamente al Collegio Provinciale dei Revisori per le proprie determinazioni ed eventuali osservazioni.

Art. 24

L'Associazione ha patrimonio proprio, distinto da quello della LILT nazionale, opera in completa autonomia contabile, amministrativa e gestionale e risponde con il proprio patrimonio di tutte le obbligazioni inerenti ai rapporti da essa instaurate.
Versa alla Sede Centrale il contributo annuale determinato dal Consiglio Direttivo Nazionale.
La Sezione contribuisce, in rapporto ai propri mezzi, alla realizzazione di singoli programmi di rilevanza nazionale e regionale, secondo criteri e modalità stabiliti dalla Sede Centrale.

Art. 25

Le Sezioni Provinciali nel redigere il proprio statuto tengono conto della natura associativa assunta in conformità delle leggi statali e regionali e ne informano la sede centrale.

TITOLO V - Decandenza degli organi sezionali

Art. 26

Qualora il CDN, in attuazione di quanto disposto dall'art. 7, comma 2, lettera p) dello statuto nazionale, nomini un Commissario Straordinario della Sezione, si intendono decaduti di diritto tutti gli organi sociali ad eccezione del Collegio Provinciale dei Revisori.
Tutti i poteri di ordinaria e straordinaria amministrazione dell'Associazione spettano al Commissario Straordinario, che entro il termine massimo di sei mesi, prorogabili, con debita motivazione di altri sei, deve provvedere all'indizione delle elezioni ed all'insediamento del nuovo CDP.
Nel caso in cui il CDN deliberi lo scioglimento della Sezione viene sciolta di diritto anche l'Associazione ed alla sua liquidazione provvede un Commissario nominato dal CDN, con devoluzione di ogni bene ad altre Sezioni Provinciali operanti nella Regione ovvero alla Sede Centrale, come previsto dall'articolo 24 dello Statuto Nazionale.