screening colon-retto

PROGRAMMA DI SCREENING PER LA PREVENZIONE DEI TUMORI DEL COLON-RETTO

I programmi di screening, che propongono controlli mirati a donne e uomini in specifiche fasce d'età o esposti a particolari rischi, sono considerati dalla comunità scientifica internazionale il metodo più efficace per prevenire o diagnosticare precocemente malattie e quindi intervenire tempestivamente con le cure necessarie.
Dopo lo screening per la prevenzione e la diagnosi precoce dei tumori femminili, attivo in Emilia-Romagna fin dal 1996, il Servizio Sanitario regionale ha messo in campo dal 2005 anche un nuovo programma mirato alla prevenzione e diagnosi precoce dei tumori del colon-retto.
Il programma si rivolge alle donne e agli uomini che hanno un'età compresa tra i 50 e 69 anni, un'età in cui il rischio di ammalarsi di questi tumori è più alto. Propone con una lettera personale inviata dalle Aziende USL, l'esecuzione di un semplice test per la ricerca di sangue occulto nelle feci, un test utile a verificare la presenza di polipi o lesioni tumorali nell'intestino con un conseguente aumento delle possibilità di intervenire con cure tempestive e di avere ottime prognosi.
Questo esame è completamente gratuito, così come tutti gli eventuali accertamenti e gli interventi di cura previsti nell'ambito del programma.

A Parma il programma di screening per la prevenzione dei tumori del colon-retto è svolto dall'Azienda USL grazie anche alla collaborazione attiva della LILT (oltre a quella di altre associazioni di volontariato), la quale garantisce attraverso i propri volontari il supporto operativo non medico all'organizzazione delle attività, svolgendo in diverse sedi funzioni di accoglienza, informazione, distribuzione e ritiro dei test diagnostici. 

IL TEST E LA SUA IMPORTANZA ANCHE QUANDO SI STA BENE

Lo sviluppo di un tumore del colon-retto è quasi sempre preceduto dalla comparsa di lesioni benigne dell'intestino (polipi o adenomi). Molto spesso i polipi, ma anche i tumori del colon-retto, non danno alcun disturbo per anni. Uno dei segni precoci della presenza di un polipo o di un tumore del colon-retto, anche nelle sue prime fasi di sviluppo, è il sanguinamento non visibile ad occhio nudo. Il test proposto dal programma di screening permette proprio di identificare la presenza di sangue nelle feci. Se negativo (quindi in assenza di sangue occulto), il test è da ripetere ogni due anni. La lettera di invito ad eseguire il test è inviata dall'Azienda USL alle persone a cui si rivolge il programma di screening: le donne e gli uomini dai 50 ai 69 anni residenti in Emilia-Romagna.

Per eseguire il test non è richiesta una dieta particolare. I materiali necessari per l'esecuzione del test, assieme alle istruzioni per il loro utilizzo, sono forniti dall'Azienda USL. Il test si esegue a casa propria. Occorre prelevare un piccolo campione di feci con un apposito bastoncino e inserirlo in una provetta da conservare in frigorifero fino alla consegna al Centro di raccolta che sarà indicato nella lettera di invito ad eseguire il test.

Gli operatori del Laboratorio analisi dell'Azienda USL provvederanno all'analisi dei campioni. Gli esiti del test saranno disponibili in circa quindici giorni dalla consegna della provetta al Centro di raccolta.

Il 95% delle persone che eseguono il test ha un esito negativo, vale a dire una rassicurazione sul proprio stato di salute; il 5% ha invece un risultato positivo, cioè il test registra la presenza di sangue occulto nelle feci. Occorre ricordare che la presenza di sangue occulto nelle feci nella gran parte dei casi (nel 60 - 70%) non significa presenza di polipo o di lesione tumorale. Il sanguinamento può infatti essere dovuto anche ad altre cause, come la presenza di ragadi, emorroidi o diverticoli. Il programma di screening prevede comunque che, dopo un test che registra la presenza di sangue occulto, sia eseguito un accertamento con colonscopia (o con altri esami radiologici in caso di impossibilità di eseguire la colonscopia). La colonscopia permette di esplorare tutta la superficie interna del grosso intestino e, contestualmente, in caso di necessità, permette di asportare polipi o piccoli lembi di mucosa a scopo diagnostico. Solo in caso di presenza di tumore o di polipo con caratteristiche particolari (grandi dimensioni, assenza di peduncolo) può rendersi necessario un intervento chirurgico per l'asportazione.