Dalla prima edizione del 1930 in Uruguay a quella del 2018 in Russia, le finali dei Mondiali hanno accolto un numero di spettatori variabile, dal singolo al quadruplo.
Quanti spettatori parteciperanno domenica la finale dei Mondiali 2022 tra Francia e Argentina a Stadio di Losail ? Ci sono diverse possibili risposte a questa domanda. In primo luogo, è sufficiente attendere che gli organizzatori comunichino questo numero durante la partita, come ormai è consuetudine nei grandi eventi sportivi. Problema: questo numero non riflette necessariamente la realtà.
Dall’inizio del concorso, molti media hanno sottolineato il divario tra le misure pubblicizzate e la realtà delle campate. A volte i numeri superavano anche la capienza ufficiale degli stadi. Secondo la Fifa, 41.721 persone hanno assistito alla partita della fase a gironi tra Olanda e Senegal allo stadio Al Thuma da 40.000 posti. Da allora, l’ente ha adeguato la capienza ufficiale degli stadi, con lo stadio finale che può ospitare 88.966 spettatori rispetto agli 80.000 presenti prima dell’inizio del torneo.
L’altro modo per rispondere alla domanda è che possiamo accontentarci solo di stime. Tra gli spettatori con i biglietti che non si presentano ma vengono comunque contati, le folle gonfiate artificialmente dagli organizzatori, le capienze a geometria variabile degli stadi, non abbiamo mai una foto esatta, solo un’idea. Soprattutto se torniamo indietro nel tempo e proviamo a capire quanti uomini con cappelli e donne con fascinatori hanno gareggiato nelle prime finali della Coppa del Mondo. Con risorse frammentate e cercando di trovare la capacità di ogni stadio in quel momento e le cifre di presenze comunemente accettate, ci siamo comunque impegnati nell’esercizio.
Il Maracanã e lo Stadio Azteca, re delle arene
Non sapremo mai veramente quante persone hanno partecipato Maracanaco, lo “shock del Maracanã”, la finale che il Brasile perse in casa contro l’Uruguay nel 1950. Quel che è certo, però, è che è stata la finale dei Mondiali a radunare il pubblico più numeroso: quasi 200.000, in uno stadio di Rio ben lontano dagli standard odierni. Inoltre, se il Maracanã è ospitato una nuova finale di Coppa del Mondo, 64 anni dopoè stato progettato per quasi 80.000 spettatori. Questo indicatore è più o meno lo standard del 21° secolo. Non esitavamo a riempire di più i recinti. Ad esempio, lo stadio Azteca di Città del Messico, che ha registrato il secondo e il terzo numero di presenze nella storia dei Mondiali per le edizioni 1970 e 1986.
Con un numero minore di visitatori devi tornare indietro, a un’epoca in cui il calcio non era lo sport dominante come lo è oggi, in un’epoca in cui anche gli stadi erano generalmente più piccoli. I primi due titoli italiani, nel 1934 e nel 1938, furono vinti davanti a un pubblico ristretto. In primo luogo perché lo Stadio del Partito Nazionale Fascista aveva una capienza di soli 47.300 posti (fu demolito negli anni Cinquanta), e in secondo luogo perché lo stadio Yves du Manoir di Colombes non si riempiva. Solo 45.124 spettatori hanno assistito alla finale tra Italia e Ungheria, rispetto ai 58.455 dei quarti di finale tra Francia e Italia.
A completare il podio con il minor numero di spettatori, la finale del 1958 tra Svezia e Brasile si giocò davanti a soli 49.737 spettatori al Råsunda Stadium di Stoccolma. Meno di 50.000 spettatori guardano mentre il genio Garrincha serve due assist e la leggenda Pelé vince il suo primo titolo.
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