Lele Adani, l’ex azzurro che affascina con i suoi racconti dell’Argentina ai Mondiali: “Amo il River, non mi perdo una partita”

Intervista a Daniele Adani

(Inviato speciale a Doha, Qatar) “Il miglior sinistro del mondo! Da Di María a Messi Sempre Rosario, la città del calcio, da Bajada a Perdriel, il gioco è sbloccato… Calcio!. Daniele Adani interrompere l’oratoregrida, è euforico. Lionel Messi ha appena segnato 1-0 contro il Messico, un po’ la chiave per a nazionale argentina che deriva dalla sconfitta all’esordio contro l’Arabia Saudita e dai fallimenti ai Mondiali. La la Fa parte della trasmissione Rai Mondiali, ma sembra un altro argentino. Fornisce dati precisi sul Paese, si commuove per quanto sta accadendo con il albiceleste. Le sue narrazioni attraversano lo stagno, gli argentini viralizzano il video ancora e ancora.

“È un piacere accompagnare con la storia il miglior giocatore del mondo e l’Argentina. Chi ama il calcio è accanto a questo gioco, il gioco di Messi, da nazionale, che vuole di più”, dice infobae l’ex difensore che ha saputo vestire le maglie di Inter, Fiorentina e Lazio – tra le altre – nel suo paese. Ha un legame speciale con l’Argentina. Matias Almeyda Era il suo guru, colui che gli ha dato l’identità argentina. E si è sicuramente innamorato.

“Ho un amico, un fratello che mi ha dato la vita, il cui nome è Matías Almeyda. Mi ha aiutato a imparare il calcio. Ho viaggiato a Buenos Aires, sono andato a vedere le partite del fiume, la sua storia, la tradizione. A quel tempo, circa dieci anni fa, ho iniziato ad amare un po’ di più ogni giorno. Poi a livello professionistico ho iniziato ad approfondire: la Copa Libertadores, il sudamericano. Il calcio argentino, tutta la storia, tutti i club, mi piace molto”, ammette a questo ambiente nelle viscere della Stadio di Losail mentre si prepara a commentare come sarebbe la vittoria per 3-0 contro la Croazia che ha qualificato il paese per la finale mondiale.

La commovente storia italiana del gol di Messi contro il Messico

La la Ha 48 anni e ha avuto una breve parentesi come assistente tecnico nel suo paese quando si è ritirato dai campi sportivi. Tuttavia, ha messo radici nei media. È stato commentatore televisivo per quasi un decennio, ma ha avuto anche una nuova esplosione quando si è unito bob tv durante la pandemia, il progetto social gestito dall’ex attaccante Christian Vieri.

Adesso le sue storie sono arrivate anche in Argentina, tanto che Hernan Crespo Gli disse cosa si stava generando nella terra. “Giornalisti, tanta gente, anche i miei amici, i miei ex colleghi (gli hanno raccontato della sua viralizzazione). Ho parlato al telefono con Hernán Crespo e mi ha detto che era contento della mia storia. La cosa più importante è rendere giustizia al calcio. Parlare di calcio, parlare di Messi, dell’Argentina, è la verità”.

“Tutti in difesa del miglior giocatore del mondo. Rispetto per il numero uno. Rosario, città del calcio. Per questo calciatore troppo criticato, anche quando era al Barcellona. Quando è arrivato, soffrendo, come un ragazzo, non ha mai dimenticato l’Argentina, parla Rosario, sente l’Argentina nel sangue, ha pianto per la Nazionale. Ed è lui che la tiene in vita! Alzò gli occhi al cielo, a sua nonna Celia, la più brava talent scout del mondo, che lo accompagnava agli allenamenti a Grandoli”.ha commentato la storia di Messi quel giorno, descrivendo in dettaglio la sua vasta conoscenza dei dettagli dell’Argentina, inclusa la menzione dei quarti di Rosario di Ángel Di María e Messi.

“Messi è come un giocatore speciale, che ha sempre la soluzione, fa le cose giuste in campo. Vede cose che non possiamo immaginare. Ma tutto ciò che viene da lui è il calcio magico. Gol, assist, grandi giocate. Ti apre il cuore”, è commosso da questo mezzo. E loda anche le nuove figure del Paese: “Mi sembra che sia chiaro questo Enzo Fernández è un crack totale. Ha suonato in River, con la Bambola (Gallardo). Ma anche Giuliano (Alvarez). Credo che Scaloni abbia cambiato le squadre con forza, testa, fantasia, è pragmatico. Circondano tutti Messi”.

Adani con la maglia del River al Monumental
Adani con la maglia del River al Monumental

Il suo commento su River non è casuale. Adani è un fan assoluto del Milionario. Nei suoi social si è mostrato più volte con la maglia in Monumentale. Questo ex difensore arrivato a vestire la maglia della nazionale italiana si commuove evocando lo striscione rosso: “River mi piace molto. Ho festeggiato il 9 dicembre con tutti i tifosi del River per l’eterno taglio. Sono stato prima al Monumental, che non si giocava, e poi a Madrid. Ho pianto per River. Non perdo nessuna partita. So tutto della storia, di La Máquina degli anni ’30 e ’40, dei personaggi più importanti. Di ciò che era la Bambola (Gallardo). Spero che Martín Demichelis faccia un buon lavoro. Amo River, lo seguo tutti i giorni”.

Ai suoi oltre 490.000 abbonati in instagram mostra loro la quotidianità della sua vita a Doha. Lì è anche raffigurato con indosso la maglietta di River Bernabeu il giorno della finale di Libertadores o condividi i video di Diego Maradona. Adani è italiano, ma è l’italiano più argentino di tutti. E contro la Croazia lo ha dimostrato ancora una volta in un’altra storia emozionante per il gioco magico di Messi.

Daniele Adani nel 1999 con la maglia della Fiorentina (Foto: Mandatory Credit: Phil Cole/Allsport)
Daniele Adani nel 1999 con la maglia della Fiorentina (Foto: Mandatory Credit: Phil Cole/Allsport)

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Drina Piccio

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