Il nome di Amanda Knox risuonò fortemente nel 2007, quando fu dichiarata colpevole del presunto omicidio della sua compagna di stanza britannica il 1° novembre dello stesso anno. Meredith Kercher21 anni, quando era a Perugia, in Umbria, in scambio con l’università.
Tuttavia, nel 2011 riuscì a essere assolta nonostante la Knox avesse trascorso quattro anni in custodia cautelare dopo essere stata accusata di aver ucciso la sua compagna di stanza nella città italiana con il suo allora fidanzato Raffaele Sollecito. La Kercher è stata trovata morta con una coltellata al collo nella casa che condivideva con la Knox e altri due. È per questo motivo che l’allora coppia trascorse quattro anni in carcerazione preventiva, dal 2008 al 2011. Ma alla fine furono assolti dalla Suprema Corte di Cassazione italiana nel 2015.
Oggi, otto anni dopo essere stato prosciolto, la Knox torna alla ribalta. La giustizia italiana sottopone Amanda Knox ad un nuovo processo per diffamazione. Il processo, che si svolge a Firenze, riguarda accuse di diffamazione derivanti da una decisione del Corte europea dei diritti dell’uomo nel 2016 ha stabilito che i diritti della Knox erano stati violati durante un interrogatorio durato 56 ore durante il quale non erano presenti né un avvocato né un traduttore ufficiale, come riportato dall’Associated Press.
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Nel novembre 2023 la Corte Suprema di Cassazione italiana ha assolto l’americana da altre accuse di diffamazione contro il suo allora capo, Patrizio Lumumbatitolare di un bar della città, che aveva individuato come coinvolto nel delitto fin dalle prime fasi delle indagini.
Il giorno successivo Knox tentò di ritrattare le sue accuse contro il suo capo con una nota scritta a mano in inglese, ma il proprietario del locale trascorse comunque due settimane in prigione finché un testimone non confermò il suo alibi e fu rilasciato.
Ora la donna, che attualmente ha 36 anni, rischia una pena detentiva di tre anni dopo che la Corte Suprema italiana ha revocato e annullato le condanne della Knox. Lo riferiscono i media italiani Il messaggiola donna ha fatto queste dichiarazioni “sotto la pressione dello stress, dello shock e dell’estremo esaurimento”.
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Oggi la Corte Suprema ha revocato e annullato le precedenti condanne pronunciate contro lo scrittore americano, per violazione della procedura legale, in particolare per quanto riguarda la difesa e l’assistenza linguistica durante la sua detenzione. Tale decisione si fonda sull’articolo 628 bis del codice di procedura penale, consentendo di eliminare le conseguenze dannose derivanti dalla violazione dei diritti riconosciuti dalla Corte europea dei diritti dell’uomo.
Questo caso evidenzia la rilevanza dell’articolo 628a del codice di procedura penale, che fornisce uno strumento giuridico per correggere le violazioni dei diritti umani riconosciute da organismi internazionali come la Corte europea dei diritti dell’uomo. Inoltre, sottolinea l’importanza di un’adeguata difesa e assistenza linguistica per i sospettati non indigeni, garantendo così equità e giustizia nel processo legale.
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