L’AUTORITÀ COPRE LE CONSEGUENZE DEI BOMBARDAMENTI NATO

Siamo abituati alle promesse preelettorali, e bravi agli eletti che rappresentano nell’Assemblea ciò che hanno promesso agli elettori. Tuttavia, l’Assemblea nazionale, in quanto massimo organo legislativo, è responsabile nei confronti di tutti i cittadini della Repubblica di Serbia e deve quindi rispettare il loro diritto a informazioni accurate e tempestive.

La presidente dell’Assemblea, la laureata in giurisprudenza Maja Gojković, se n’è andata il 4 maggio 2018
pubblico con la proposta di creare una commissione per indagare sulle conseguenze dei bombardamenti della NATO. Lei ha proposto come presidente della Commissione il dottor Darko Laketić, specialista in urologia. La scadenza per la prima relazione preliminare sarebbe dicembre 2020, con relazioni periodiche presentate all’Assemblea ogni 6 mesi.

Ben presto, il 14 maggio, l’Assemblea confermò l’elezione del dottor Laketic e nominò tra i deputati i membri della Commissione. I membri includevano membri che andavano da commentatori militari e politici a insegnanti di lingua russa. Il presidente ha annunciato l’estensione dell’indagine all’inquinamento chimico e nella commissione non c’erano chimici. L’unico ex La laureata in fisica Gordana Čomić, membro del Partito Democratico, conosceva le caratteristiche di una miscela di radionuclidi comunemente chiamata uranio impoverito.

La commissione contava sul successo degli avvocati nel chiedere allo Stato italiano un risarcimento per i soldati italiani malati che partecipavano alla missione di mantenimento della pace della KFOR in Kosovo. Alla fine dell’anno il presidente ha informato per iscritto i deputati sull’aumento del numero delle malattie in Serbia in generale.

La metodologia utilizzata dalla Commissione non è nota. Inoltre, non è nota la metodologia con cui è stato stabilito che i bambini nati dopo il 1999 corrono un rischio maggiore di contrarre la malattia. L’anno 2020 è passato e ad oggi il rapporto promesso non è stato presentato al pubblico. Ciò ha alimentato la teoria del complotto secondo cui la politica statale è cambiata nei confronti dell’alleanza NATO, la quale, secondo i dati ufficiali, ha scaricato 15 tonnellate di uranio impoverito sul territorio della Serbia, e secondo le conclusioni del defunto generale Delic, deputato alla Conferenza del 2018 convocazione, più volte.

Nel 2018 la Serbia era sul punto di determinare oggettivamente le conseguenze dei bombardamenti della NATO. Nel Nemanjina 11, il 12 giugno è stato firmato un accordo tra 4 ministeri: sanità, protezione ambientale, difesa, nonché istruzione, scienza e sviluppo tecnologico, relativo alla creazione del Consiglio interministeriale.
dell’organismo di coordinamento responsabile della determinazione delle conseguenze del bombardamento NATO della Serbia nel 1999. La prima, unica e ultima riunione dell’organismo di coordinamento si è tenuta presso il Palazzo di Serbia il 21 febbraio 2020.

L’organismo di coordinamento era costituito da una parte operativa, un consiglio di amministrazione e un consiglio. Oltre al ruolo consultivo del Consiglio
esercitò un controllo sull’applicazione di una metodologia basata su principi scientifici al di sopra di ogni influenza politica.

Il presidente del Consiglio era il defunto accademico Marko Anđelković, di cui ero vicepresidente
cooperazione internazionale. Un tempo, quando il debito nazionale raggiunse i 1.000 dollari pro capite, circolava un aneddoto secondo cui un parlamentare lasciò 1.000 dollari al governo, sostenendo di non aver mai dovuto nulla a nessuno. Adesso mi chiedo anche cosa dovrei fare per uscire dai debiti.

AUTORE: Dott.ssa Zorka Vukmirović, consulente scientifico in pensione dell’Istituto di Fisica

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